La consueta sbornia di commenti non è ancora passata e tutti, compresi quelli che affermano il contrario, cercano di ricondurre l'interpretazione del più importante evento politico dall'11 settembre 2001, alle anguste e stantie categorie nostrane, sia in malafede sia per scarse capacità di immedesimazione.
Non desidero far parte, nel mio piccolo, di questa compagnia.
Mi limito a rilevare, prima di tutto, come l'evento sia perfettamente in sintonia con l'evoluzione politica dell' America statunitense, così in avanti per progresso democratico, rispetto al nostro desolante panorama quotidiano e, in secondo luogo, che, da quanto vedo, ancora una volta, dopo un chiuso periodo di conservatorismo, l'elettorato del grande paese ha voluto premiare o meglio dare una possibilità al" razionalismo messianico" di un outsider in grado di intercettare i desideri indistinti e istintivi della maggior parte di chi ha desiderato e creduto nel concorrente vincitore.
Non desidero far parte, nel mio piccolo, di questa compagnia.
Mi limito a rilevare, prima di tutto, come l'evento sia perfettamente in sintonia con l'evoluzione politica dell' America statunitense, così in avanti per progresso democratico, rispetto al nostro desolante panorama quotidiano e, in secondo luogo, che, da quanto vedo, ancora una volta, dopo un chiuso periodo di conservatorismo, l'elettorato del grande paese ha voluto premiare o meglio dare una possibilità al" razionalismo messianico" di un outsider in grado di intercettare i desideri indistinti e istintivi della maggior parte di chi ha desiderato e creduto nel concorrente vincitore.
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